
Al di là dei problemi politico-economici in cui si dibatte l’Italia, un punto molto importante a nostro favore è dato dall’amicizia che il Presidente Berlusconi ha saputo intrattenere con la Russia di Putin da un lato e l’America di Bush dall’altro.
Ma deve agire molto in fretta, perché ad esempio la crisi tra la Russia e la Georgia avanza a grandi passi e già si registrano fatti di un certo rilievo, come il riconoscimento “velato” delle due regioni separatiste della seconda da parte della prima e il presunto abbattimento di un drone georgiano, in volo di perlustrazione nei cieli dell’Abkhazia, da parte di un aereo da guerra russo, forse un Mig 29 Fulcrum.
Ma purtroppo gran parte dell’Europa gli rema contro, le vecchie nazioni orientali cooptate nell’alleanza (Polonia in primo luogo) tendono a creare della Russia un’immagine molto negativa, con l’inconfessabile distruttivo tentativo di staccarla dall’Europa e creando quindi una situazione di potenziale conflitto, in ciò appoggiate chiaramente dagli Stati Uniti d’America che certo avrebbero tutto da perdere da una eventuale Associazione-Unione-Europea-Russia, che diventerebbe in pratica una sorta di Iperpotenza autonoma in tutto e per tutto e non più dipendente dagli USA, che presentano una politica estera sempre più aggressiva e in grado di creare solo cataclismi e catastrofi di ogni genere.
Berlusconi deve quindi far presto, deve convincere l’America che non ha nulla da temere da un’alleanza Russia-Europa.
Gli asteroidi vaganti nello spazio hanno sempre rappresentato un rebus e un pericolo per molti scienziati, sia per l’evidente difficoltà di calcolarne la traiettoria dovuta a molti fattori accidentali, come la presenza di materiali spaziali e persino di satelliti artificiali a grandissima altitudine, sia per l’atavico ancestrale timor panico che suscitano nella memoria dell’umanità, da quel che si dice forse già colpita da qualche fenomeno terrificante del genere.
Roma - Si chiama Apophis, è un ormai celeberrimo asteroide di 350 metri di diametro, e nel 2036 potrebbe colpire la Terra. Prima di correre a convertirsi e confessare i propri peccati, è bene tenere presente che gli scienziati della NASA hanno stabilito che le probabilità che tutto questo si verifichi sono 1 su 45mila. Certo, c'è chi invece accusa gli esperti statunitensi di sottovalutare il problema: come Nico Marquardt, studente tedesco 13enne, che nel corso del suo progetto scolastico sull'"asteroide killer" ha stabilito che il rischio è molto maggiore.
Tutte queste notizie mi offrono lo spunto per una breve riflessione: alla luce in sostanza di queste scoperte sulla sinistra traiettoria dell’asteroide (il cui nome è già tutto un programma), ritengo che gli uomini dovrebbero trarne delle conseguenze culturali-filosofiche di un certo alto spessore, dovrebbero cioè convincersi che non vale la pena far guerre e arricchirsi alle spalle dei deboli e dei poveri, perché la fine che ci attende tutti, la morte, potrebbe arrivare non solo con la vecchiaia, con le malattie, con guerre, incidenti stradali e via di seguito, ma addirittura improvvisamente senza che ce ne possiamo rendere conto, perché in fondo il nostro piccolissimo Pianeta è solo un puntolino immerso nello spazio buio in balia di eventi cosmici di cui stentiamo ancora a capirne le strane incomprensibili dinamiche.
Mentre ero in macchina pensando allo scorrere inesorabile del tempo, sono stato colpito da un’improvvisa idea immaginaria sull’estrema caducità dell’esistenza, che ho subito cercato di trasformare in una specie di apologo sulla brevità agghiacciante della vita umana.
IL MONDO IN BALIA DELLA
MASCHERA DELLA MORTE ROSSA
DI EDGAR ALLAN POE.
Mai opera letteraria fu più profetica di quella che a suo tempo scrisse il grande scrittore americano Edgar Allan Poe,
In essa viene magistralmente raccontata la storia fantastica del Principe Prospero il quale, di fronte all’avanzare e all’infuriare della Peste, raduna alla chetichella i suoi amici più intimi e con essi si va praticamente a rinchiudere in un sontuoso Castello, credendo di farla franca dinanzi al mortale pericolo dell’epidemia.
In questa dimora che reputa erroneamente sicura, egli si abbandona a gozzoviglie e passatempi, organizzando giochi e balli con i suoi cortigiani, in maniera che quello che accade fuori non abbia a influire minimamente sull’indole generale del suo mondo fittizio.
Ma un giorno, durante un ballo in maschera, da molti viene avvertita la presenza inquietante di una misteriosa figura mascherata che nessuno conosce e che nessuno ovviamente ha mai invitata. E’ l’inizio della fine. Il Principe cerca di calmare gli animi, quindi interviene di persona, facendo capire all’intruso che deve sloggiare dal Castello…e così lo insegue di sala in sala. Ma è tutto vano.
L’oscuro individuo (emblema di quanto di oscuramente tremendo l’uomo cerca di allontanare dai suoi ravvicinati orizzonti), che il Principe intendeva chiudere fuori dalla sua esistenza, ha già fatto in pieno il suo lavoro e tutti cadono a terra tramortiti per sempre.
Anche nel mondo di oggi si sta assistendo a qualcosa di simile. Tutti viviamo o crediamo di vivere come se i problemi e le minacce riguardino gli altri, mentre al contrario
Non a caso infatti cominciano ad inseguirsi notizie sempre più precise e insistenti di povertà diffusa mai prima d’ora avvertite in maniera così inequivocabile e sinistra, aumentano peraltro in modo preoccupante i prezzi di generi alimentari di prima necessità, il costo della benzina è praticamente sfuggito di mano, malattie inguaribili moltiplicano i loro tentacoli mietendo vittime a destra e a manca in barba a qualsiasi freno della moderna medicina, la disoccupazione crescente lascia gran parte della popolazione in balia dell’insidioso castigo dell’ozio, mentre la criminalità e la perdita di qualsiasi valore cominciano a far vacillare quel poco di pace individuale (che ancora riusciamo a fatica a ritagliarci) e a mettere a repentaglio la speranza in un futuro qualunque…per non parlare di voci e rumori di guerre vicine e lontane che minacciano costantemente la sopravvivenza dell’uomo sulla faccia della Terra.
Non c’è dubbio allora che tutto ciò segnala un pericolo in arrivo e che risulta a questo punto indispensabile prepararsi all’assalto furioso e spietato di quello che al momento si palesa quale severissimo avvertimento contro la vita umana, un avvertimento che comunque già implica il muoversi delle orde inferocite dello smantellamento di qualsiasi sicurezza e tranquillità, il cui sferragliare le orecchie più sensibili già sentono in lontananza.
Ma chi ci governa e governa il mondo, sta cercando almeno di porre un qualche rimedio a tutto ciò? Penso di no, altrimenti questa presenza terribile (magistralmente simbolizzata dal genio di Poe nella sua Maschera celebre e tuttavia rabbrividente) non ci farebbe sentire sul collo il suo alito fetido, messaggero di lutti e tragedie che potrebbero condurci sul baratro di guerre ed epidemie che sembrano ormai ad un punto dall’esplodere a tradimento.
L’enigma
della mente umana

Esiste una sola
unica speranza
per l’umana progenie:
scoprire l’enigma
della mente umana
e sradicarvi in tempo
il tenebroso seme
dell’autodistruzione.
In attesa della Maschera
della Morte Rossa
di Edgar Allan Poe

Pesanti nubi
carichi di neri presagi
si addensano all’orizzonte
della vita umana.
Con passo felpato
e taciturno,
mentre il Principe Prospero
gozzoviglia divertito
nelle sue ampie stanze
attorniato
da miriadi di cortigiani,
la morte rossa
si fa strada
senza essere vista
da nessuno dei festanti.
Allo stesso modo,
nel mondo di oggi,
non ci accorgiamo
di segnali allarmanti
che avanzano
e si fanno largo
quali nefasti messaggeri
di lutti e tragedie:
la fame,
la povertà,
le malattie,
l’angoscia,
il pericolo delle guerre
che incombono,
la morte…
la maschera della morte rossa
di Edgar Allan Poe.

INNO AL SOLE
DELLA VERITA’
O Sole,
amato Sole,
simbolo di Purezza
e di Verità,
tu che ci illumini
e ci riscaldi
col tuo amorevole calore,
irradia di luce
anche la nostra mente,
disperdi le tenebre oscure
nelle quali navighiamo a vista,
affinché possiamo vedere in tempo
del porto l’ancoraggio sicuro,
prima che i terribili marosi
e le onde gigantesche
affondino per sempre
la nostra povera nave.

L’apologo della brutta
fine di Ulisse e del suo
Cavallo di Troia
A proposito di Ulisse e in special modo del suo grandioso stratagemma della costruzione del Cavallo di Troia per vincere la resistenza appunto dei troiani, alcune fonti leggendarie riferiscono che in realtà Omero aveva pensato ad un’altra fine per il suo valoroso guerriero di Itaca.
Questa fine doveva avvenire press’a poco in questa maniera: i troiani, non convinti di quel dono incomprensibile, decidono in tutta fretta di bruciarlo, scoprendo quindi inorriditi una decina di corpi carbonizzati, uno dei quali, appunto Ulisse, si contorceva nel dolore delle bruciature; quando gli domandarono chi fosse, egli avrebbe risposto: “Sono Nessuno, se non fossi stato Nessuno non avrei fatto una fine così miserevole e vergognosa”. E così dicendo spirò.

L’affondamento della
nave allo sbando
Senza alcun comando
e senza alcuna scialuppa,
tutti dormono su letti funebri,
passeggeri e comandanti,
mentre la grossa nave
tocca i fondali dell’abisso.

LO STRAZIO DELLA
POLITICA ITALIANA
Che strazio la politica
di questi giorni,
una giungla fittissima
dove non ci si raccapezza
e non si trova
neppure a cannonate
la via del ritorno
a lidi meno limacciosi e confusi.
Una vergogna
che non ci sono parole
per descriverla,
un affronto
alla dignità umana,
una catastrofe
dell’intelligenza
e del buon senso.
Per chi votare
in questo vortice
di promesse
e di imbrogli?
Non vedo nessuno
all’orizzonte
che sia in grado
di riportare la barca
della politica italiana
entro rotte sicure,
tale è lo sbandamento
che già vedo in vista
scogli dirompenti e spietati
pronti a ridurla in pezzettini
insieme all’equipaggio.
Povera Italia,
poveri noi!!
*Chi sono*

Sono uno studioso e un filosofo e m'interesso di misteri sociali e storici.
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